43 parole intraducibili
Una figura sociale così precisa da meritare una parola tutta sua. È quasi sempre donna, quasi sempre anziana, quasi sempre sola — e si prende cura dei gatti randagi del quartiere come se fossero una famiglia scelta. Non è solo chi ama i gatti: è chi ha deciso, silenziosamente, di prendersi una responsabilità che nessuno le ha chiesto.
Un'espressione terribilmente impaurita sul viso di una persona (gaelico - scozzese).
Un Hari Kuyo è un santuario per aghi da cucire rotti. Nella provincia di Wakayama, ogni villaggio ha un tempio dove periodicamente viene offerta una funzione religiosa per ricordare gli aghi rotti. L'idea è che gli aghi da cucire abbiano lavorato duramente per tutta la loro vita e siano morti al servizio di chi li ha usati. Quando si rompono sono quindi messi a riposare sopra un soffice letto di tofu.
Una donna che spende gran parte del suo salario in manicure.
Avete presente quando una persona peggiora nell'aspetto dopo un taglio di capelli? In Giappone c'è una sola parola, universale che spiega questo.
Una bella donna finché la si guarda da dietro.
La sofferenza provata durante la separazione dalla persona amata.
Il tempo necessario per mangiare una banana. Certo, può variare da persona a persona e da banana a banana, ma tendenzialmente si aggira intorno ai due minuti. Fa il paio con poronkusema in finlandese.
Indica un ragazzo giovane, a volte scapestrato, a volte semplicemente viziato… in altre parole, quello che in italiano si direbbe: un ragazzaccio.
Indica quella strana eccitazione che si prova quando pensiamo di poter distruggere qualcosa. Tipo quando abbiamo in mano un vaso di preziosa porcellana cinese e sentiamo l’impulso violento di gettarlo a terra e distruggerlo. Per la psicologa Smith si tratta del desiderio di creare caos e scompiglio in una società in cui siamo sempre abituati a stare nell’ordine e al nostro posto. Letteralmente significa "vertigine". Fa parte della classica tassonomia dei giochi proposta dallo studioso francese Roger Caillois. Nella dimensione definita da ilinx (vertigine) rientrano quei giochi caratterizzati dall'assenza di costrizioni fisiche: ciò determina un senso di eccitazione che in certi casi, come ad esempio nell'alpinismo, cresce fino a far perdere la percezione del pericolo. .
La curiosa parola tedesca Luftmensch è composta da Luft -aria e Mensch -uomo, cioè alla lettera significa uomo dell'aria. Nel saggio Il Malinteso Franco La Cecla la cita commentando Steiner: "Il suo (di Steiner) è un appello all'universalismo, al cosmpolitismo dei migranti, quelli che i nazisti chiamavano Luftmenschen - uomini dell'aria, quelli che non concepisocno radici, quelli che stanno con i piedi sollevati da terra." Veronica Pellicano scrive che il termine Luftmenschen è usato da storici e sociologi per definire gli uomini che vivevano di aria e nell'aria, per i quali ogni giorno rappresentava una lotta per la sopravvivenza, un arrabbattarsi quotidiano per sfamarsi, un vagare senza mai toccare con mani e piedi la realtà, chiusi in un mondo tutto loro , fatto di preghiera, rinunce, sopportazione . Nella lingua inglese di oggi Luftmensch sta per persona che non ha un reddito e un lavoro definiti, un tipo poco pratico e non realista, ma anche una persona impegnata in delicate questioni intellettuali, il contrario di un materialista. Indica anche un sognatore, insomma, chi vive felicemente tra le nuvole, dove non ci sono orari né scartoffie.
"Bruciare", una persona dotata di grande energia, che "sprizza energia da tutti i pori".
Se sentite questa espressione alle Hawaii avete a che fare con una persona che sta dando a voi o a qualcun altro dello smemorato. Per essere più precisi chi utilizza questa espressione vuole indicare l'atto di fare ordine nella propria testa per cercare di capire dov'è la cosa che si sta cercando. Avete presente il gesto di grattarsi la testa per ricordare qualcosa? In Hawaiano questo gesto ha un nome: Pana Po'o .
Chi ascolta le indicazioni e quando si allontana prontamente le dimentica. Guai a essere un 'akihi quando siete in viaggio!
Uomo che sarebbe felice di dirvi l'ora se solo sapesse leggere l'orologio.
Una persona che, da dietro, dà un colpetto sulla spalla di qualcuno per fare uno scherzo.
Vi è mai capitato di conoscere una persona troppo loquace? In russo questa parola indica una persona che fa troppe domande.
La mancanza profonda di una persona, alla stregua di una malattia mentale
Un abbraccio, il posto sicuro che ci dà la persona amata.
La riluttanza di una persona a lasciar andare una illusione. La difficoltà di rinunciarla e guardare in faccia la realtà.
La parola spagnola descrive il profondo dolore che si prova quando si vede qualcuno in estremo imbarazzo in pubblico. Si vorrebbe fare qualcosa per aiutare quella persona e contemporaneamente ci si copre gli occhi per non assistere all’umiliazione .
Uomo che cammina nella notte.
Un orgolio eccessivo, portato all'estremo, che può spingere una persona a morire piuttosto che chiedere aiuto.
Inventare delle soluzioni con pochi mezzi. È l’arte del life hacking, la capacità di trovare soluzioni creative, frugali e inaspettate. Proprio come spiega il libro Jugaad Innovation . I due autori, Navi Radjou e Jaideep Prabhu (Cambridge Judge Business School), lo spiegano così: jugaad è una rivoluzione culturale, l’innovazione dal basso, diffusa nei Paesi emergenti. Senza grandi investimenti.
Chi ama la vita e la vive fino allo spasimo.
Questa parola cantonese che distingue un uomo che non ha una donna a causa della sproporzione tra sessi (letteralmente: rami vuoti).
Nella lingua Tshiluba della Repubblica del Congo, una parola così semplice come Ilunga nasconde un significato molto profondo. Si riferisce ad una persona che può perdonare una prima volta, tollerare una seconda volta, ma mai un terza. È considerata una delle parole più intraducibili del mondo.
Una sbronza di dimensioni colossali. Alla vigilia di Capodanno è comune per i tedeschi dirsi "Ti stai preparando per un vero Katzenjammer !" (nel qual caso sarà opportuno predisporre alcuni Drachenfutter ).
Giovane uomo dalle maniere eccessivamente affettate che si sospetta possa avere dubbie motivazioni. Il termine si traduce letteralmente in "seduttore di zie".
La Germania, lo sanno tutti, è un paese molto ben organizzato e strutturato. L’accesso alle professioni – tutte le professioni, anche le più semplici – è preceduto da studi o corsi di formazione appositi. La parola Quereinsteiger è nata proprio per indicare l’eccezione a questa regola: colui che si dedica a una professione diversa da quella che ha imparato o per cui ha studiato, letteralmente “colui che entra lateralmente” – da una porta secondaria o a metà strada.
La "battuta che viene sulle scale": abbiamo incontrato una persona che ci piace, non sappiamo cosa dirle, siamo già sulle scale ed ecco che salta fuori la battuta.
Avete mai pensato di non poter vivere senza una persona che amate? Gli arabi dicono Ya’aburnee a chi sperano di poter aspettare nell’aldilà, con la speranza di andarsene prima di questa, dato che sarebbe impossibile vivere senza di lei sulla Terra.
Letteralmente significa "bruciare". Si riferisce a una persona dotata di grande energia, ovvero che "sprizza energia da tutti i pori".
Nella cultura vudù il lupo mannaro non può essere che una donna in grado di trasformarsi in un animale, in gatto o in serpente, per aggredire i bambini.
Essere capace, abile, bravo e laborioso. In Svezia ricevere questo complimento è una delle cose più importanti.
Persona smemorata, distratta e un po'svampita. Letteralmente "testa allentata" (los=allentato, kop=testa).
Una persona particolarmente sensibile al freddo, che soffre il freddo più degli altri.
Letteralmente "una faccia che chiede uno schiaffo": il volto di qualcuno che suscita un irresistibile desiderio di dargli uno schiaffo.
È quasi sempre un uomo, quasi sempre in pensione, quasi sempre con le mani dietro la schiena. Si pianta davanti a un cantiere e osserva — con l'aria di chi sa esattamente come si dovrebbe fare — dispensando consigli non richiesti agli operai che lavorano. Nel 2018 è entrato nella Treccani. Il resto del mondo non ha ancora trovato una parola per lui.
Il ragazzo di strada napoletano: monello, furbo, capace di arrangiarsi con niente. Non ha la connotazione negativa di delinquente — ha quella romantica di chi conosce la vita meglio degli adulti, di chi ha imparato per strada quello che i libri non insegnano. Napoli lo guarda con affetto. Il resto del mondo non ha una parola per lui.
Non è semplicemente un insulto — è una categoria sociale precisa. Rozzo nei modi, vistoso nel vestire, diretto fino alla scortesia: il coatto romano ha una sua autenticità quasi orgogliosa che lo rende impossibile da ignorare. Il romanesco lo usa con distanza e con affetto allo stesso tempo, come si fa con le cose che appartengono alla propria città nel bene e nel male.
Chi vive incollato al divano, in pantofole, senza alcun desiderio di uscire. Non è solo pigrizia — è una scelta di vita, un modo di stare al mondo che l'italiano ha deciso di nominare con precisione e senza giudizio. L'inglese couch potato ci prova, ma porta con sé una connotazione negativa che il pantofolaio italiano non ha sempre. A volte è semplicemente qualcuno che ha trovato il suo posto preferito.
Nel dialetto milanese indica chi viene da fuori Milano — dalla provincia, dalla campagna, da qualsiasi posto che non sia il capoluogo. Non è esattamente un complimento, ma non è nemmeno del tutto un insulto: è quella parola che ogni città grande inventa per distinguere sé stessa dal resto, e che racconta molto di più sulla città che la usa che su chi la riceve.