Chi sono · Chi siamo · Chi sei

    Era il 2016. Da qualche tempo stavo raccogliendo parole intraducibili per me stessa — non quelle famose che già circolano ovunque, ma quelle rare, quelle strane, quelle che scoprivi quasi per caso e non riuscivi più a dimenticare. Il portoghese che sa dire la nostalgia meglio dell'italiano. Il gallese che custodisce il rimpianto di un luogo che forse non è mai esistito. Gli irochesi che hanno una parola per il potere della volontà umana di cambiare il mondo.

    Sul web non esisteva niente di davvero strutturato. Così mi sono detta: questo è il progetto.

    Quello che doveva essere un esercizio di fine corso è diventato una mappa — verso le emozioni che esistono ma che la tua lingua non ha ancora nominato. Verso la consapevolezza che il mondo è più grande di quello che riesci a dire. Una mappa verso l'anima — tua, delle lingue, di tutti noi.

    Il sito è rimasto nel cuore anche mentre la vita andava avanti.

    274 parole · 74 lingue

    C'è una domanda
    che torna.

    L'ho sentita per la prima volta il giorno in cui stavo mostrando il progetto — un corso di web design, quindi ci si aspettava il feedback su codice, struttura, interfacce. Invece la prima cosa che ha detto, guardando lo schermo, è stata: "Ma perché hai fatto questo? A cosa serve?"

    Mi è rimasta dentro, quella domanda. La sento ancora. Nei commenti, nei messaggi. Un sito interamente dedicato alle cose inutili, ha scritto qualcuno una volta.

    Eppure il giorno in cui ho scoperto che esisteva una parola giapponese per la luce che filtra tra le foglie, ho voluto sapere cosa ancora mi aspettava là fuori. E poi ho voluto accompagnare altri in quella stessa curiosità — aprire una porta e dire: guarda quanto è sconfinato tutto questo.

    Spread Knowledge · Get Fun

    Jo Violet Hart

    Mi chiamo Jo Violet Hart

    Ho iniziato con le lingue — mediazione linguistica, il modo in cui le parole attraversano le culture senza mai uscirne indenni. Poi ho scoperto un altro linguaggio: il codice. Sono passata dalle parole ai linguaggi, dai testi alle interfacce, dal significato alla struttura che lo sostiene. Oggi lavoro come web developer.

    Nel mezzo: i viaggi, la curiosità, la gestalt terapia. La convinzione ostinata che ogni cosa contenga più di quello che mostra in superficie.

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