Yiddish · emozioni
Dibbuk
Nelle leggende ebraiche, il dibbuk è l'anima tormentata di un essere morto troppo presto, prima dell'ora prevista da Dio. Il suo spirito s'impadronisce di un corpo vivo per tutto il tempo che gli rimane da vivere sulla terra. La storia è magnificamente narrata nel film Il dibbuk , girato nel 1937 all'aperto in Polonia. Gli ebrei dei paesi dell'Est non danno mai a un neonato il nome di una persona morta giovane senza figli, per paura che il suo dibbuk prenda possesso del neonato .
Parole correlate
Sensazione di paura o disagio che si prova di fronte all'ignoto.
Bilita Mpash(Bantu)Indica i sogni meravigliosi. In italiano abbiamo la parola incubi per indicare i sogni terrorizzanti, ma nessuna parola per quelli che lasciano un senso di felicità. In bantu questa parola è stata anche definita come "uno stato di benessere leggendario, nel quale tutto è perdonato e dimenticato".
Curglaff(Scozzese)La sensazione intensa che si prova dopo essersi tuffati nell'acqua gelida.
Mono no Aware(Giapponese)“Il sentimento delle cose” In italiano non suona benissimo ma è una delle parole giapponesi che più amo e che rappresenta un concetto estetico fondamentale della cultura classica giapponese sin dal periodo Heian (sacura come simbolo del mono no aware ). Il mono no aware indica una sorta di nostalgia e sensibilità verso la natura transitoria della bellezza e della vita.