Giapponese · relazioni
Amae
È una parola coniata da Takeo Doi partendo dal verbo amaeru ed è un sostantivo usato come parola-chiave per spiegare, analiticamente, il comportamento di una persona che cerca di indurre una figura autoritativa, come un genitore, un coniuge, un insegnante o un superiore, a prendersi cura di lei. La persona che sta esprimendo amae può implorare o lamentarsi o, in alternativa, può agire egoisticamente nella convinzione che la persona che si occupa di lei perdonerà e sarà condiscendente. Il comportamento dei bambini verso i genitori è forse l'esempio più comune di amae , ma è stato suggerito che le pratiche pedagogiche nel mondo occidentale cercano di interrompere questo tipo di dipendenza nei bambini, mentre essa continua fino all'età adulta, nelle relazioni più strette, in Giappone. ( scopri di più)
Parole correlate
Deriva dal bambino, dal modo con cui si fanno fare i primi passi ai bambini. Significa muovere un oggetto voluminoso, pietra o altro, facendolo poggiare alternativamente sull’uno e sull’altro spigolo (scopri di più ).
Krokodili(Esperanto)Si traduce in "parlare nella propria lingua madre in presenza di stranieri".
Aligatori(Esperanto)"Usare la propria lingua madre per parlare con una persona straniera"; ad esempio un inglese e un russo che parlano in inglese.
Kajmani(Esperanto)"Usare una lingua che non è la lingua madre di nessuno dei presenti"; ad esempio un italiano e un turco che parlano in russo.